L’organizzazione con metodo LEAN: non confondiamo gli obiettivi con i metodi

L’efficienza e il profitto sono i risultati di tutti i processi aziendali: operativi, amministrativi, commerciali che coinvolgono tutte le persone. Ogni membro dell’organizzazione deve fare la sua parte in merito alle soluzioni da mettere in campo per affrontare questo periodo emergenziale.

Per garantire la propria tenuta, l’azienda deve impiegare persone scelte che lavorino su processi focalizzati sul cliente, in altre parole che generino valore ed eliminino tutto ciò che crea costo che il cliente non è disposto a pagare.

Per affrontare il mercato e sfidare i propri competitor, l’organizzazione deve essere più veloce a risolvere i problemi, più flessibile ai cambiamenti, maggiormente spinta all’innovazione dei prodotti e dei processi. Tutto ciò non può prescindere dal focalizzarsi sull’apprendimento diffuso, continuo, esteso a tutti i membri dell’organizzazione, ovvero dall’attuazione del pensiero LEAN.

La complessità è ogni giorno maggiore su ogni fronte, non basta più ingaggiare il “guru” del momento per vincere la competizione, è sempre più necessario avere una squadra di alto livello allineata a obiettivi chiari e condivisi, che sappia lavorare in modo coordinato sul flusso del valore, ovvero ciò per cui il cliente paga.

Spesso si ritiene che il pensiero LEAN abbia come obiettivo l’efficientamento dell’organizzazione, ma non è così, l’efficientamento organizzativo è una conseguenza.

Il vero obiettivo LEAN è l’apprendimento continuo tramite la sperimentazione per trovare soluzioni alternative, è la creazione della cultura del miglioramento estesa a tutta l’azienda.

È questo che produce efficienza e performance superiori al fine di garantire l’attenzione massima alle esigenze del cliente, il vero sponsor dell’impresa.

LEAN è l’antitesi della staticità, dello status quo, del mantenimento della propria comfort zone, LEAN è un pensiero propulsivo, anche rivoluzionario, nonostante conti ormai più di sessant’anni di storia.

Una delle più grandi scoperte che un uomo può fare, una delle sue più grandi sorprese, è scoprire che può fare ciò che aveva paura di non poter fare (Henry Ford)

Agire LEAN non è immediato, è difficile e faticoso, talvolta contro-intuitivo, richiede un cambio di paradigma. Non è facile mettersi in discussione, è molto faticoso perché non siamo abituati. Spesso il successo accumulato ci rende ciechi rispetto alla necessità di cambiamento/adattamento, ritenendo erroneamente che possa perdurare nel futuro.

Quindi, in riferimento al periodo emergenziale:

  • Come organizzare la produzione garantendo sicurezza?
  • Come gestire le risorse nei processi produttivi?
  • Come ridurre al minimo l’impatto su efficienza e on-time delivery?
  • Come valutare la possibilità dello smart working?

Enfatizzando soprattutto i seguenti aspetti delle attività produttive:

  • Tutela e salute dei lavoratori
  • Necessità di un gruppo di lavoro multifunzionale focalizzato sull’evoluzione della normativa e sui processi operativi
  • Efficienza nella filiera tra smart-working e lavoro in presenza
  • Gestione della comunicazione aziendale

Può sembrare assurdo, ma il percorso di riprogettazione della presenza delle risorse in fabbrica può trasformarsi in un’opportunità per migliorare l’efficienza, creare coesione tra le risorse ed attaccamento all’azienda. Per far questo è quindi necessario fornire indicazioni, strumenti e metodo, utili ad identificare i fattori di competitività su cui puntare.

Immagine in evidenza via Rutgers University, New Jersey

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